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CETA: accordo commerciale UE – Canada. Vantaggi per le PMI

Cosa è il CETA?

Il Ceta è l’Accordo economico e commerciale tra l’UE e il Canada. Approvato dal Parlamento Europeo il 15 febbraio 2017 ed entrato in vigore il 21 settembre 2017 (anche se solo a titolo provvisorio), potrà finalmente produrre i suoi benefici per i cittadini e le aziende italiane, soprattutto piccole e medie.

L’accordo commerciale comprende disposizioni vincolanti sul mantenimento di elevati standard ambientali e sociali, la più ampia liberalizzazione di linee tariffarie nella storia dei negoziati commerciali dell’UE, oltre alla liberalizzazione di importanti settori dell’economia tra cui i servizi, gli investimenti e gli appalti pubblici, nonché l’abbattimento delle barriere non tariffarie e la tutela della proprietà intellettuale.

Cosa prevede?

Imprese: 

  • Elimina dazi doganali riducendo i costi per gli esportatori dell’UE
  • Rende le piccole e medie imprese italiane più competitive in Canada
  • Facilita le aziende italiane a partecipare agli appalti pubblici in Canada, offrire servizi, esportare prodotti alimentari e bevande Made in Italy
  • Facilita le imprese Canadesi a investire in italia

Consumatori e lavoratori:

  • Protegge i prodotti alimentari e le bevande tradizionali (le cosiddette indicazioni geografiche) dalla contraffazione garantendone qualità e sicurezza
  • Tutela i diritti dei lavoratori e l’ambiente
  • Rende più facile lavorare in Canada e consentirà il reciproco riconoscimento di alcune qualifiche

Quali sono i vantaggi?

Più Export 

Con il CETA verrà abolito il 99% delle tariffe doganali canadesi con picchi in alcuni dei settori di punta del nostro export, verranno rimosse alcune importanti barriere non tariffarie, garantita l’apertura del mercato degli appalti pubblici alle aziende europee così come l’accesso al mercato dei servizi, assicurata la tutela della proprietà intellettuale secondo gli standard più avanzati e, per la prima volta in un sistema anglosassone, avremo il riconoscimento di 171 indicazioni geografiche europee (di cui 41 italiane).
L’Italia beneficerà immediatamente dell’abbattimento di dazi su beni molto importanti per il nostro export come macchinari industriali (1 miliardo di export e dazi fino al 9,5%), mobili (128 milioni di export gravati dal 9,5% di dazi), calzature (dazi al 20%), ma anche vino (300 milioni di export e dazi fino ai 7 centesimi al litro), pasta (fino all’8,5%), cioccolata (fino al 6%), pomodori (fino all’11,5%), acque minerali (esportazioni 39 milioni di euro, dazi 11%), prodotti in pelle, di cui il nostro Paese è il principale esportatore Ue verso il Canada (50 milioni di export, dazi fino a 13%).

Si tratta di vantaggi significativi per le nostre aziende, soprattutto per quelle piccole e medie.
Il nostro Paese ha raggiunto, lo scorso anno, la cifra record 417 miliardi di euro di export, con un saldo positivo di più di 51 miliardi ed un contributo alla formazione del PIL intorno al 30%. Per rafforzare ulteriormente la crescita abbiamo bisogno di agganciare in maniera strutturata la domanda globale, che continua ad essere in espansione. Per questo dobbiamo portare più PMI a esportare e possiamo riuscirci solo se apriamo per loro i mercati esteri negoziando nuovi accordi commerciali. Non dobbiamo dimenticare che le multinazionali possono affrontare facilmente ostacoli burocratici mentre le piccole imprese non hanno queste possibilità. Per questa ragione gli accordi di libero scambio sono importanti soprattutto per le nostre pmi: per aiutarle a diventare stabilmente esportatrici favorendo la loro proiezione internazionale.

 

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Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/194-comunicati-stampa/2037125-ceta-calenda-con-l-entrata-in-vigore-dell-accordo-vantaggi-per-le-pmi-e-per-i-cittadini-europei, http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/commercio-internazionale/politica-commerciale-internazionale/politica-commerciale-europea-e-accordi-fta/canada